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Angelo Orazio Pregoni (Genova, 6 novembre 1970) è un profumiere e artista italiano, che ha sviluppato performance basate sul senso dell'olfatto.

Nato da madre italiana e padre argentino, lavora a Milano e si può considerare a tutti gli effetti un artista sinestesico.

Nel 2011 ha creato una collezione di profumi artigianali in serie limitate con "etichetta indipendente", "O'Driù"[1] [2] e ha fondato il movimento artistico "Nouse Art", individuando nell'olfatto il senso primario per accedere al suo percorso espressivo.

Nello stesso anno ha tenuto a Napoli una performance presentando un profumo chiamato "Lumore"[3] partendo dall'ipotesi che il secondo libro, perduto, della Poetica di Aristotele, trattasse del senso dell'olfatto.

Nel febbraio 2012 ha presentato alla Ulisse Gallery di Roma "Perfhumance", elaborando quattro profumi concettuali per esemplificare i lavori degli artisti Ugo Attardi, Sidival Fila, Gianfranco Goberti, Giorgio Galli[4].

Nello stesso anno, ha presentato ad Amsterdam "Intimate apparent", in cui oggetto dell'arte di una perfomance sono gli indumenti intimi di un uomo e di una donna, "contaminati" con profumi creati sul momento[5][6]

Allo Spazio Bossi Clerici di Milano ha presentato poi "Mise en abyme" collaborando anche con il fotografo Luigi Gattinara e con il designer Marco Ventura, esibendo agli occhi e al naso del pubblico quattro persone nude: oggetto della performance sono nuovamente gli indumenti intimi sui quali viene composta una fragranza con profumi, affumicature, caffè e distillati. [7]

"Sottoponendo agli occhi e al naso del pubblico quattro nudità umane molto reali e poco artefatte, persino cariche di difetti ed eccessi fisici, Pregoni ha reso ancora una volta l’idea totale dell’arte interattiva: ha invitato gli spettatori a una visione e percezione olfattiva assolutamente privata." Virginia De Simoni

Nel 2013 presso il Conservaturium Hotel, nella performance "Splash, slow dinner fast perfume" crea un profumo,in due ore e mezza, utilizzando i vini e le portate cucinate dallo chef Schilo van Coevorden, [8]. [9].

Nel settembre 2013, Pregoni presenta "Peety" il primo Exclusive Pop Perfume della storia, una fragranza che rompe con le logiche del Lusso, ponendosi in opposizione alla “forma” – il linguaggio e le parole – del marketing, prima ancora che alla “sostanza” (a detta di Pregoni, pressoché inesistente) di questo mondo. Le irrisolvibili contraddizioni tra esclusività proclamata e diffusione di massa, tra individualità (scelta del “proprio” profumo) e omologazione (moltissimi individui indossano il medesimo profumo) trovano finalmente risoluzione in una fragranza personalizzabile in maniera tale da non poter realmente mai essere uguale a nessuna altra: Peety è infatti in 49 ml e l’unico ml mancante è corrisponde esattamente a 10 gocce di urina che è possibile aggiungere per liberare note fruttate e metalliche non presenti nel bouquet olfattivo originale, rendendolo unico e diverso da qualunque altro Peety esistente. Dinamiche del consumo e arte d’avanguardia trovano sintesi in un lavoro artistico per le masse, che garantisce – come proprio l’arte esige – l’unicità di ogni suo singolo esemplare. Per il lancio di Peety, Pregoni concepisce una “flash installation” in strada a Milano: un muro “abusivo” i cui mattoni sono pacchi di riso. Lascia poi ai passanti il compito di “demolirlo”, portando via un pacco alla volta. Un dono che riporta la scritta “More than Pity” sull’immagine fotografica di Pregoni a busto nudo, truccato e velato come una Madonna e piangente una lacrima gialla che gli solca il viso. Nell'immagine di comunicazione (scatto fotografico di Albino Ventura) Angelo Orazio Pregoni appare a busto nudo, con labbra ed occhi truccati e un velo da suora sul capo, mentre una lacrima gialla gli solca il viso. [10].

Assieme a Peety, Pregoni lancia anche “Eva Kant”Perfume, la Fragranza Criminale dedicata alla complice/amante di Diabolik, modello femminile assolutamente fuori dagli schemi, vera e propria figura rivoluzionaria della cultura di massa dell’Italia degli anni 60. Pregoni ne trasforma il fascino magnetico, l’intrigante ambiguità morale e l’innata indipendenza in un profumo senza tempo, che sfugge alle definizioni per candidarsi a divenire un nuovo classico. Per riuscirci, il perfume maker diventa un personaggio dei fumetti, facendo la “conoscenza” di Lady Kant nelle pagine di un albo speciale intitolato appunto “Fragranza Criminale”.

Nel gennaio del 2014, presso AltaRoma a Roma presenta "Come fossi una Bambola", una performance su un letto matrimoniale all'interno di una camera d'albergo. Coinvolti altri cinque performer "ognuno proveniente da un diverso ambito dell’arte e della creatività, tutti con un tablet tra le mani, impegnati in un processo creativo: Giuliano Cairoli, personaggio eclettico ed eccentrico, storico protagonista delle più esclusive serate della movida Milanese e originale flore designer; Andrea Moscianese, musicista polistrumentista e autore che si muove tra musica rock, colonne sonore e progetti musicali sperimentali; Gaia Petrizzi, designer dei gioielli Tupi Tupi; Mattia Fumagalli, trendsetter e personal shopper; Federica Marta Carola Bruni, personalità poliedrica, modella, video maker, performer nonché giornalista per Outsiders Musica. Il messaggio della performance? Provocatorio come sempre. Tutti i campi delle attività umane – prime fra tutte quelle che toccano la vita quotidiana delle masse, come la moda, il lusso e, ancora più nello specifico, la profumeria – hanno bisogno di una creatività vera, che recuperi la stessa spontaneità dei momenti “intimi”, “privati”, che esalti l’individualità, liberandosi dagli schemi logori che il marketing ripropone dall’alto per non assumersi rischi. La protagonista dell’evento? Una bambola gonfiabile, simbolo del “consumatore” travolto dall’esclusività massificata e da stereotipi estetici assurdamente omologanti, incarnati dalla abusata figura del “testimonial”." [11][12]

Il 20 marzo 2014 Pregoni ha messo in scena Captivus – Profumo di libertà”, performance che lo ha visto ancora affiancato da un gruppo di creativi composto da Marco Ventura, scultore, Gaia Petrizzi, designer di gioielli, Mattia Fumagalli, fashion trend setter, per offrire al pubblico la possibilità unica di annusare una fragranza inedita, in edizione ultra-limitata: Captivus, appunto. Nello spazio antistante la sede della Triennale di Milano, esattamente di fronte al Palazzo dell’Arte, mentre all’interno si apriva la fiera Esxence, considerato più importante appuntamento della profumeria d’arte, il gruppo di performer distribuiva le fiale di profumo porgendole da dietro le sbarre di celle senza mura, denunciando la loro condizione di “reclusi”, “fuorilegge” perché creativi fuori da ogni schema. Nel frattempo, una fantascientifica installazione di Marco Ventura diffondeva Captivus nell’aria, inondandola di profumo di libertà. La scelta del luogo era parte integrante della performance e del suo provocatorio messaggio: si fa arte di più e meglio “fuori” dalle mura dei luoghi designati dall’establishment, in quanto il “dentro” non custodisce e favorisce più la creatività, ma anzi la imprigiona, la ingabbia, la soffoca. L’esecuzione d’arte è poi diventata un cortometraggio dal titolo “In the Mood for Freedom”.

Il 6 aprile 2014, il geniale Naso e artista italiano ha creato “live” il primo Fast Pop Perfume, nel corso della riedizione di “SPLASH! A GluGluist POP Performance - Slow POP Dinner, Fast POP Perfume”. La performance si è svolta di nuovo nella prestigiosa Symphony Room del Consevatorium Hotel di Amsterdam e ha visto Pregoni tornare a collaborare con lo chef olandese Schilo van Coevorden, questa volta sul tema del cibo POP, “popolare”, soggetto e oggetto del mass market. Mentre ai tavoli aveva luogo la degustazione del menu inedito appositamente ideato per la serata dallo chef van Coevorden, l’artista e profumiere realizzava un’impresa apparentemente impossibile: racchiudere le suggestioni sensoriali del “fast food” e della sua cultura di riferimento in una fragranza. Hamburger, patatine fritte, Coca Cola, ketchup – un MacMenu completo! – cui si sono aggiunti prodotti che ugualmente, in momenti storici diversi, sono entrati a far parte della cultura di massa, trasformandosi in icone Pop e soggetti d’arte: dal Campari alla Red Bull, fino alla Nutella. C’era tutto ciò sul tavolo di Pregoni, che ha cotto ingredienti, distillato fragranze, filtrato e mescolato liquidi davanti agli occhi incuriositi e divertiti del pubblico. “Splash! A GluGluist POP Performance” è stato arricchito anche dalle opere di Marco Ventura: il profumo è stato infatti versato in un’ampolla di vetro di Murano rivestita da alluminio di lattine Coca Cola, a sua volta conservata in una custodia a forma di cheeseburger fatta di materiali riutilizzati.

In seguito Pregoni fonda WET DREAM - Coming Perfumery, uno stile con il quale intende ridefinire il mondo della profumeria all’insegna di una totale, reale indipendenza nella ricerca di nuovi orizzonti espressivi.

Caratteristica di WET DREAM - Coming Perfumery è continua ricerca creativa, attraverso cui liberare i sensi dagli stereotipi della profumeria mass market e dai luoghi comuni della nicchia, restituendo ad essi l’originale fertilità di sensazioni, emozioni, pensieri. Questa corrente di pensiero si basa sulla metafora del sogno erotico: è infatti nello stato onirico che vengono sublimate le emozioni, quindi in WET DREAM confluisce e trova sbocco l’energia – o, per meglio dire, la fecondità – creativa capace di generare una nuova profumeria.

Il 13 settembre 2014, a Firenze, in occasione del salone internazionale della profumeria Pitti Fragranze, ha luogo N°5 - Pollutive Performance , una shockante performance artistica live nella quale Angelo Orazio Pregoni è affiancato da Tom Rebl, visionario fashion designer. I due svuotano due confezioni di Chanel N°5, le riempiono con PEETY e infine aggiungono la propria urina, realizzando così le rispettive fragranze “tailor made”: N°1 PI_SCIANEL Profumo ANGELO ORAZIO PREGONI e N°2 PI_SCIANEL Profumo TOM REBL.

Con questa esibizione dall'eco internazionale il Naso anticonformista per eccellenza e il co-performer Tom Rebl hanno voluto lanciare un messaggio a tutto il mondo del lusso: non possono esistere “totem” intoccabili, non possono esistere dogmi immutabili.

Gli esemplari di PI-SCIANEL Profumo sono stati rubati il giorno successivo alla performance: a questo proposito, Pregoni dichiara: “Il furto non fa che dare seguito al gesto artistico. Del resto l’arte non la fa l’artista, ma chi la fruisce, chi interagisce con l’opera, in qualunque modo questo accada. Anche rubandola!”

Il 4 marzo 2015 Angelo Orazio Pregoni ha eseguito “Né carne né pesce”, performance che, mescolando i percorsi del Lusso e del Pop, della gastronomia e della profumeria in una fine operazione di marketing cosmetico e arte, ha esplorato le contraddizioni e le criticità dell’azione cosmetica che il marketing opera sui prodotti e, attraverso di essi, sulle esperienze quotidiane.

Per scardinare i condizionamenti indotti dalla pubblicità e dal marketing, in “Né carne né pesce” l'artista è tornato a vestire i panni del suo passato – quelli di Executive Chef – e, partendo da accostamenti azzardati, ha ideato una cena dal menu geniale, fatto di piatti realizzati con comuni prodotti da supermercato – carne e pesce in scatola – trattati come eccellenze gastronomiche. Ha quindi aggiunto ai cibi lussuose percezioni odorose, così da portare gli ospiti verso un nuovo confine non solo del gusto, ma anche dell’olfatto. Infine, ha ulteriormente saturato il kitsch elitario così generato conducendo una sorta di programma tv in diretta dai contenuti “alti” e “altri” racchiusi in una confezione ultra-popolare. Ospite del Naso/anchorman in questo talk-show sui generis era Gabriele Ansaloni al secolo Red Ronnie, icona televisiva degli anni 80/90, decenni cruciali per la società di massa e la sua “lingua ufficiale”, la pubblicità, per i codici e le dinamiche dei consumi materiali e culturali che la televisione popolare ha continuamente alimentato con i suoi stereotipi linguistici e semantici. Stereotipi che, con acuta ironia e pungente sarcasmo Angelo Orazio Pregoni e Red Ronnie hanno recuperato, riproposto, analizzato e dissacrato in una performance fluxus che il pubblico poteva seguire live o attraverso gli schermi collocati in sala, in un continuo, rivelatorio rimbalzo tra realtà e sua rappresentazione mediale. Ad accentuare lo straniante effetto televisivo, venivano inoltre “trasmessi” spot interpretati dal vivo da insospettabili performer nascosti tra gli ospiti, mentre la giornalista esperta di moda e costume Anna Mascolo raccoglieva le opinioni a caldo dei partecipanti, fotografando le sensazioni e le emozioni generate dalla performance.

Il paradosso della comunicazione di massa – l'ambiguità di cosa sia bello, buono, sano, nutriente, ricercato, raro, prezioso, che è anche una delle caratteristiche del kitsch e della cultura contemporanea in generale – è dunque stato messo a nudo dalla contraddittorietà dei messaggi della performance. Per ri-stabilire i canoni di piacevole o sgradevole, il commensale non ha potuto attingere alla sub-cultura del marketing, ma solo affidarsi alla propria capacità sensoriale, facendo un’esperienza individuale di gusto tout court.

La performance ha poi originato l'omonima installazione artistica concepita assieme al designer e scultore Marco Ventura. Una grande cornice teratomorfa, realizzata con metalli riforgiati, mette in scena il paradosso sensoriale e intellettuale della comunicazione di massa: dalla canonica bidimensionalità della statica immagine – ossia dagli stereotipi pseudo-culturali del marketing e dei suoi linguaggi – si sviluppa una tridimensionalità che svela il "deforme aspetto delle cose" celato dal linguaggio pubblicitario. Le caratteristiche di interattività permettono al pubblico di arricchire l’esperienza sinestesica dell’opera, indagando due profumi – "Carne" e "Pesce", appunto – realizzati ad hoc da Pregoni. Chi li annusa può tentare di superare una barriera olfattiva anti-marketing, per confrontarsi con un qualcosa di davvero inaspettato, collocato al di là della sterile, banale dicotomia tra buono e cattivo. L'installazione è stata esposta in anteprima a Milano negli spazi della fiera Esxence - The Scent of Exellence, dal 26 al 29 marzo 2015.

L'intero progetto “Né carne, né pesce” ha rappresentato la risposta super-kitsch dell’artista Pregoni al processo di omologazione forzata delle identità che rende le persone “né carne né pesce” appunto, mortificando inoltre i loro sensi tanto da renderli non più capaci di distinguere tra ciò che è l’una o l’altra cosa. Nella performance, come nell'installazione, non c’è tuttavia giudizio etico, ma soltanto riflessione estetica: il disvalore non può essere negli oggetti o nelle esperienze, né tanto meno nella cosmetica aggiunta, bensì nella nostra inadeguata individualità nel rapportarci con la realtà delle cose in maniera feconda, nell'usare i sensi per andare oltre gli schemi e i modelli condizionanti, superando la sterile apatia critica e l’illusoria tridimensionalità amorfa di una scatoletta che non potrà mai essere carne o pesce.

A Barcellona, nel giugno del 2015, presso il Centro de Arte Mutuo, Angelo Orazio Pregoni ha realizzato RE_VELACIÓN - To Reveal or to Re-veil. What will you choose?, progetto artistico concepito su misura per la città catalana e la sua affascinante storia.

In perfetto stile fluxus, l’iconoclasta Naso e artista contemporaneo italiano ha reso i fruitori della performance parte integrante dell’opera, costruendola momento dopo momento con gli stessi presenti, con le loro scelte etico-olfattive libere da condizionamenti sociali e culturali, le loro reazioni – curiosità, smarrimento – le loro emozioni – eccitazione, ansia, disagio. Il presupposto di partenza era: non siamo più abituati a compiere vere scelte, dunque se ci trovassimo di fronte ad alcune eventualità molto frequenti in passato – Guerre, Carestie, Violenze e Morti, secondo le autorità religiose segni di Apocalisse imminente – entreremmo in conflitto con la nostra stessa etica, restando paralizzati oppure vedendoci costretti a violare ciò che a livello conscio pensiamo sia giusto. Attraverso quattro fragranze ispirate ai Cavalieri dell’Apocalisse e alle Virtù Cardinali, che costituivano le chiavi d’accesso all’opera, l’artista ha chiesto perciò ai partecipanti di rinunciare alla propria parte razionale e di scegliere ricorrendo ai soli sensi – nello specifico, all’olfatto – dunque all’istinto, a quella parte di sé in diretta comunicazione con il subconscio e le sue verità, facendo loro scoprire, così, quanto lontane o quanto vicine siano sfera etica e sfera estetica. Da tutto questo è scaturuta una sorta di installazione umana, un quadro vivente con corpi distesi, seduti o in piedi, nudi o vestiti, tesi, rilassati, sudati, profumati di apocalisse e di virtù, dagli occhi bendati oppure sgranati a guardare la realtà intorno.

Il 21 aprile 2016, a Mosca, si è svolto Smell Date – Scent of a Partner, un evento-performance che Angelo Orazio Pregoni ha costruito “su misura” per il suo esordio artistico in Russia, miscelando arte, profumo e mondanità. I partecipanti a questo originale speed date dovevano infatti creare un perfetto profumo di coppia, mixando le rispettive, personali fragranze “assegnate” dal Naso durante una sorta di cerimoniale d’inizio tra inconscio e autocoscienza, divinazione sciamanica e rito esoterico.

Ognuno dotato dunque di una propria aura olfattiva unica e “incompleta” – le fragranze create a mano da Pregoni erano tutte differenti l’una dall’altra – i presenti si sono approcciati l’un l’altro con il naso, scegliendo il “partner” ideale dopo aver unito i rispettivi due profumi e aver poi valutato il risultato affidandosi a un giudizio esclusivamente olfattivo.

Al termine della performance, il perfume maker e artista ha scelto il miglior profumo di coppia / la coppia dal miglior profumo.

Con Smell Date, Pregoni ha inteso rilanciare la riflessione sui fenomeni socio-culturali di cui lo speed date è espressione: l’incomunicabilità e l’incapacità di fare una reale esperienza di relazione con l’altro, a causa dei condizionamenti sensoriali ed estetici imposti dai media e dal marketing con i loro modelli distorti e irreali. Il senso dell’olfatto è così divenuto ancora una volta il mezzo per scardinare una prigione di isolamento dalla realtà.  

Angelo Orazio Pregoni conduce la ricerca sensoriale verso direzioni differenti, per esplorare e arricchire le potenzialità dell’esperienza. È così che nel 2016 nasce 32 Nebra by Angelo Orazio Pregoni, la prima birra della storia nata dalla collaborazione tra un birrificio e un profumiere, prodotta in formato magnum in edizione limitata di 15.000 pezzi, per celebrare i 10 anni di attività di 32 Via dei Birrai. Creata a quattro mani da Pregoni e dal birrificio artigianale italiano, 32 Nebra by Angelo Orazio Pregoni è ottenuta grazie alla perfetta armonizzazione di tecniche di produzione moderne e procedimenti di ispirazione artigianale, per dar vita a un prodotto che è una vera e propria esperienze sinestetica.

Nell’ottobre del 2016, ispirandosi alla – a sua detta – “campagna elettorale più surreale e ultra-kitsch della storia”, ossia quella per le elezioni presidenziali del 2016 negli Stati Uniti d'America, con candidati Hillary Clinton e Donald Trump, Angelo Orazio Pregoni realizza appunto “Hillary&Donald”, profumo in due soli pezzi. Spingendo verso confini sempre più audaci la sua vena provocatoria e iconoclasta e immergendosi nella contemporaneità storica-socio-culturale del mondo globale, con le sue distorsioni riverberate dalla comunicazione di massa, il perfume maker porta il profumo e il relativo marketing in un territorio davvero prossimo all’arte, affinando le armi di una vera e propria “satira olfattiva”.  

NoteModifica

  1. Vanessa Perilli, Intervista ad Angelo Orazio Pregoni, fondatore di Nouseart e di O'Driù, in occasione del Pitti Fragranze
  2. sulla rivista Marie Claire, 18 settembre 2012.
  3. Articolo su Lumore sul sito Extrait.it.
  4. Suggestioni olfattive (recensione su "Perfumance") sul sito InsideArt.eu del 2 febbraio 2012.
  5. Virginia De Simoni, Performance e profumi (recensione su "Intimate, apparent")
  6. articolo su InsideArt.eu del 6 giugno 2012; Recensione di "Intimate, apparent sul quotidiano Il Messagero del 4 giugno 2012.
  7. Virginia De Simoni, Fantastico spettacolo (recensione di "Mise en abime"), articolo su InsideArt.eu dell'11 luglio 2012.
  8. Recensione di Jodi Battershell su "Spash, slow dinner fast perfume" sul sito Fragrantica.com.
  9. Articolo di Sonia Rondini su "Splash, slow dinner fast perfume" sul sito fahionintown.it.
  10. [1]sul sito bonsai.tv.
  11. [2]sul sito Fashionintown.it.
  12. [3] sul sito modadmg.it

Collegamenti esterniModifica

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