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Il termine berluscones definisce nel gergo giornalistico gli esponenti politici che condividono in larga parte la visione politica del leader del PdL, Silvio Berlusconi. È usato in genere con una connotazione scherzosa[1], oppure negativa, poiché sottintende un'adesione acritica alle tesi del leader e una fedeltà alla persona più che agli ideali[2][3].

Coniato dal giornalista Curzio Maltese[4], il termine è derivato dal più generico peones, già ampiamente utilizzato nel gergo di giornalismo politico per definire i parlamentari di scarsa visibilità, considerati utili solo per l'espressione del voto dietro indicazione delle segreterie politiche dei vari partiti.[5]

Alcuni politici, come ad esempio Giuliano Ferrara si sono autodefiniti tali.[6] Nel giornalismo è invalso l'uso del termine berluscones o anche di "minzolinismo" per indicare un acceso sostenitore di Berlusconi, anche per persone non appartenenti alla politica.

I "berluscones" di Forza Italia e del PDLModifica

In seguito all'ingresso di Silvio Berlusconi nel mondo della politica ed alla conseguente formazione di Forza Italia, fu subito evidente, secondo i suoi critici, che il partito si identificava completamente nelle posizioni del suo leader e fondatore e non sarebbe né nato né esistito senza di lui: una sorta di partito personale[7][8]. Durante il corso degli anni, però, si sono formate diverse correnti che rappresentano l'origine culturale e politica dei membri di Forza Italia: vi sono due componenti socialiste, una socialdemocratica, una cristiano-democratica e una liberale.

Template:Citazione necessaria e per questo motivo (pur nella formale pluralità correntizia) i membri di Forza Italia venivano generalmente denominati "berluscones". Con il tempo, tuttavia, il termine è passato a indicare una parte più ristretta dei membri di Forza Italia più fortemente legati alle posizioni di Silvio Berlusconi.


Ma, per capire meglio chi siano i Berluscones, in Francia è stato realizzato un reportage ad hoc, a cura di Sebastien Lagay e Mathieu Dreujou, intitolato: "L'Italie de Berlusconiens"[9], trasmesso da France 2, all'interno del programma "Envoyé special", il 3 dicembre 2009, con uno share del 20,8%. Il servizio televisivo racconta la storia di un comitato formato da sedicimila "Berlusconiens" internauti, sorto il 30 aprile 2009, con lo scopo di promuovere la candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace 2010[10]. I momenti clou del servizio, hanno riguardato la partecipazione di Giammario Battaglia, delegato nazionale del PDL e ideatore del Comitato, alla trasmissione AnnoZero del 15 ottobre 2009, per spiegare le ragioni della candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace 2010 e la diffusione dell'inno, composto appositamente per promuovere la candidatura, dal titolo: "La pace può". Anche il TG1 svedese ha dedicato ai Berluscones ed alla candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace 2010 un reportage di Kristina Kappelin.

I "berluscones" degli altri partiti della Casa delle LibertàModifica

Negli altri partiti, della coalizione di centro-destra denominata Casa delle Libertà, erano presenti delle "correnti" formate da uomini vicini alle posizioni di Forza Italia e di Silvio Berlusconi i cui aderenti sono soprannominati berluscones. Tra essi Carlo Giovanardi distaccatosi dall'UDC nel 2008 per confluire nel partito fondato da Silvio Berlusconi: il Popolo della Libertà, e Maurizio Gasparri in AN[11]. Peculiare è il caso della Democrazia Cristiana per le Autonomie, partito distaccatosi dall'UDC che, sotto la segreteria di Marco Follini, stava passando su posizioni di indipendenza e quando non di aperta ostilità alla coalizione di governo, dalla quale infatti uscì dopo breve tempo.

NoteModifica

  1. Voce Berluscones, sul'edizione online del Grande Dizionario Italiano Hoepli
  2. E i berluscones boicottarono la Montecitorio-tv di Fini - Lorsignori - l'Unità.it
  3. Berluscones in fuga | L'espresso
  4. Maria Vittoria Dell'Anna, Pierpaolo Lala, Mi consenta un girotondo: lingua e lessico nella seconda Repubblica, Mario Congedo Editore, Galatina, 2004, pag. 133
  5. AA.VV., Teoria politica, Franco Angeli, Milano, 2003, vol. 19, pag. 17
  6. Repubblica.it » spettacoli_e_cultura » Io, uno dei berluscones vi spiego perché mi è piaciuto
  7. Immaginando l' Italia di domani - Repubblica.it » Ricerca
  8. Il nuovo ciclo di Forza Italia e lo sfaldamento del partito diessino - Repubblica.it » Ricerca
  9. L’Italie des Berlusconiens - Envoyé spécial - Les reportages en vidéo - France2
  10. SILVIO BERLUSCONI Nobel per la Pace 2010
  11. Da impresentabili a "berluscones" la metamorfosi dei post-missini - Politica - Repubblica.it

Bibliografia Modifica

  • Silverio Novelli, Gabriella Urbani, Il dizionario italiano: parole nuove della Seconda e Terza Repubblica, Datanews Editrice, Roma, 1995
  • Indro Montanelli, Mario Cervi, L'Italia del Novecento, Rizzoli, Milano, 1998
  • Jon Elster, Deliberative democracy, Cambridge University Press, Cambridge, 1998
  • Giorgio Gagliardoni, Ferdinando Quinzani, Agitprop e berluscones, Editori Riuniti, Roma, 2002
  • Massimo Castoldi, Ugo Salvi, Parole per ricordare: dizionario della memoria collettiva, usi evocativi, allusivi, metonimici e antonomastici della lingua italiana, Zanichelli, Bologna, 2003
  • Maria Vittoria Dell'Anna, Pierpaolo Lala, Mi consenta un girotondo: lingua e lessico nella seconda Repubblica, Mario Congedo Editore, Galatina, 2004
  • Andrea Bencini, Beatrice Manetti, Le parole dell'Italia che cambia, Le Monnier università - Officina linguistica, Firenze, 2005
  • Giovanni Adamo, Valeria Della Valle, 2006 parole nuove, Sperling & Kupfer, Milano, 2005
  • Gian Luigi Beccaria, Per difesa e per amore: la lingua italiana oggi, Garzanti, Milano, 2006
  • Giammario Battaglia, Business sociale. Come salvare il capitalismo e l'Italia dai politicanti, Google Libri, 2010

Voci correlateModifica

Collegamenti esterni Modifica



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