FANDOM


L'espressione Bunga bunga, tipica della cultura indigena dell'Indonesia, è attestata nel corso del XIX secolo, in particolare nella letteratura odeporica e nella manualistica botanica, prevalentemente come toponimo dell'Australia o come usanza aborigena della stessa nazione. Il termine è stato poi ripreso nel 1910, nell'ambito di un celebre scherzo, durante il quale ne è stata volutamente fatta intendere un'origine africana, con l'attribuzione di un significato incerto.

Virginia Woolf in Dreadnought Hoax

I partecipanti della "bufala del Dreadnought" furono tra i primi a utilizzare il termine. La prima alla vostra destra è Virginia Woolf; l'ultimo a sinistra è Horace de Vere Cole

Uso Modifica

Letteratura anglosassone Modifica

Come toponimo è attestato varie volte, nel corso dell'800, per indicare una località vicino a Moreton Bay, sulla costa orientale dell'Australia. In questi termini se ne parla diffusamente nel 1845 nei "Diari" di Edward John Eyre,[1] così come in alcune pubblicazioni di botanica del 1851-1852, in cui pure se ne evidenzia la valenza di festival indigeno.[2][3]

Bufala del DreadnoughtModifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Dreadnought hoax.

Nel 1910, un gruppo di inglesi, fra cui Virginia Woolf, camuffati da principi abissini, ottennero il permesso di visitare la corazzata Dreadnought_(1906) HMS Dreadnought, una delle più potenti navi da guerra dell'epoca. Ogni volta che il comandante mostrava loro una meraviglia della nave, gli ospiti mormoravano "bunga, bunga!". L'episodio passò alla storia come "bufala del Dreadnought" (Dreadnought hoax)[4][5] e il termine divenne un popolare tormentone di quel periodo.[6]

Umorismo antropologicoModifica

Durante il XX secolo, il termine compare nel mondo anglosassone all'interno di una storiella umoristica, in cui tre antropologi ed esploratori, perdutisi in un'area selvaggia, finiscono catturati da una popolazione indigena. Il capo villaggio chiede loro se preferiscono "la morte o il bunga bunga": il primo antropologo sceglie il "bunga bunga", scatenando reazioni di gioia tra la popolazione locale che, dopo averlo seviziato e umiliato, lo brucia vivo; il secondo esploratore, dubbioso, pensa che il capo abbia capito erroneamente "morte" e chiede anche lui il "bunga bunga", subendo lo stesso trattamento, sempre tra l'entusiasmo dei selvaggi. Il terzo esploratore, allora, chiede direttamente la morte, gettando nello sconforto i selvaggi: il capo quindi risponde "Hai chiesto morte e morte avrai, ma prima un po' di bunga bunga!".[7][8]

Cultura popolare italianaModifica

In lingua italiana, la barzelletta inglese sugli indigeni viene ripresa da diversi comici fin dagli anni ottanta del '900, a volte con una leggera variazione del termine ("Bumba bumba" al posto di "Bunga bunga")[9] e quasi sempre con la sodomia come forma di tortura a cui vengono sottoposti gli esploratori. Nel 1994, il gruppo rock dialettale Charlie & The Cats include nell'album Orzinuovi la canzone Bumba bumba, ispirata a questa barzelletta.

Recente uso in ItaliaModifica

Vedi anche l'articolo "Rubygate" sulla Wikipedia in italiano


Il termine bunga bunga è tornato alla ribalta in Italia nel 2010, e poi rimbalzato su scala internazionale, a seguito della pubblicazione di intercettazioni telefoniche fra l'imprenditore Silvio Berlusconi (in quel momento Presidente del Consiglio) e alcune persone coinvolte nel cosiddetto scandalo Rubygate. In queste intercettazioni, viene riportato che lo stesso Berlusconi pronuncia il termine in una versione modificata della barzelletta (in cui gli esploratori vengono sostituiti da esponenti del centro-sinistra, mentre il "bunga bunga" diventa un rituale di violenza sessuale).[10] In quel momento, in Italia, il termine "diventa istantaneamente un'espressione comica".[11] Fuori dall'Italia, il bunga bunga del Rubygate viene descritto come una sorta di orgia subacquea in una piscina,[12] un rituale di ispirazione africana eseguito da molte donne nude per spettatori maschili[13] o altri intrattenimenti erotici. Una spiegazione alternativa sull'uso del termine da parte di Berlusconi è stata proposta dall'attrice Sabina Began, secondo cui si tratta di un nomignolo per identificarla.[14] [15]

Echi nella musica e nel cinemaModifica

Nella cultura di massa, l'espressione incontra un certo successo, tanto che Elio e le Storie Tese ne fanno una canzone satirica, suonata per la prima volta dal vivo nella trasmissione Parla con me il 28 ottobre 2010, sulla base di Waka Waka di Shakira.[16] I registi pornografici Andy Casanova e Marco Trevi nel 2011 hanno diretto Bunga Bunga Presidente, parodia porno delle vicende legate al Rubygate.[17]

NoteModifica

  1. Eyre pagg. 177-178.
  2. Mossman, pag. 228.
  3. Hogg's Instructor, pag. 411.
  4. (INGLESE) The Dreadnought hoax. Museum of Hoaxes. URL consultato il 15 settembre 2011.
  5. Stanksy, pag. 33.
  6. Rosenbaum, pag. 13.
  7. Robbe-Grillet e Pickering, pagg. 85-87.
  8. Pickering, pag. 92.
  9. Alessandro Dall'Orto. «"Io e Bisio ci divertivamo col Bunga Bunga già 25 anni fa"». Libero, 14 febbraio 2011. URL consultato in data 15 settembre 2011.
  10. Angelo Agrippa. «Ecco la bella Noemi, diciottenne che chiama Berlusconi "papi"». Corriere del Mezzogiorno, 28 aprile 2009. URL consultato in data 15 settembre 2011.
  11. (INGLESE) Maria Laura Rodotà. «Silvio Berlusconi's sex antics disgust me and other Italian women». The Observer, 7 novembre 2010. URL consultato in data 15 settembre 2011.
  12. (INGLESE) Barbie Latza Nadeau. «Will Berlusconi Get the Boot?». The Daily Beast, 7 novembre 2010. URL consultato in data 15 settembre 2011.
  13. (INGLESE) Emma Alberici. «Exile an option for besieged Berlusconi». ABC (Australia), 9 novembre 2010. URL consultato in data 15 settembre 2011.
  14. (INGLESE) Kathryn Westcott. «At last - an explanation for 'bunga bunga'». BBC, 5 febbraio 2011. URL consultato in data 15 settembre 2011.
  15. In un'intervista rilasciata a Sky Tg 24 la Began afferma che dietro la parola non si nasconde nessuna definizione erotica, ma è solo un modo per identificarla.
  16. Il bunga bunga di Elio e le storie tese a "Parla con me" su YouTube. Filmato visto il 15 settembre 2011.
  17. «Al cinema sbarca il film porno sul Presidente». l'Unità, 18 gennaio 2011. URL consultato in data 15 settembre 2011.

BibliografiaModifica



Ad blocker interference detected!


Wikia is a free-to-use site that makes money from advertising. We have a modified experience for viewers using ad blockers

Wikia is not accessible if you’ve made further modifications. Remove the custom ad blocker rule(s) and the page will load as expected.

Inoltre su FANDOM

Wiki casuale