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La candidosi, detta anche candidiasi o moniliasi, è un'infezione da funghi del genere Candida, di cui Candida albicans è il più comune.[1][2]

La candidosi comprende le infezioni che vanno dal livello superficiale, come ad esempio il mughetto orale e le vaginiti, a quelle sistemiche potenzialmente mortali. Le infezioni da candida di quest'ultima categoria sono anche denominate candidemia e sono solitamente limitate alle persone gravemente immunocompromesse, come i malati di cancro, i trapiantati, gli affetti da AIDS così come i pazienti non traumatici sottoposti a intervento chirurgico di emergenza.[3]

Le infezioni superficiali della pelle e delle membrane mucose causate dalla candida, sono responsabili di infiammazioni locali e di sensazioni di disagio in molte popolazioni umane.[2][4][5] La malattia è sempre chiaramente imputabile alla presenza degli agenti patogeni opportunisti del genere Candida, ma la candidiasi descrive un numero di sindromi patologiche diverse che spesso differiscono nelle loro cause e nella prognosi.[2][4]

Thrush

Candidosi della lingua.

StoriaModifica

Il genere e la specie di Candida albicans C. sono stati descritti dalla botanica Christine Marie Berkhout nella sua tesi di dottorato presso l'Università di Utrecht nel 1923. Nel corso degli anni, la classificazione dei generi e delle specie si è evoluta. I nomi obsoleti per questo genere includono Mycotorula e Torulopsis. La specie inoltre è stato conosciuta in passato come Monilia albicans e Oidium albicans. La classificazione attuale è nomen conservandum, il che significa che il nome autorizzato per l'uso da parte dell'International Botanical Congress (IBC).[6]

Il genere Candida comprende circa 150 specie diverse, tuttavia, solo poche sono noti per causare infezioni umane. La C. albicans è la specie patogena più significativa. Altre specie patogene Candida nell'uomo comprendono C. tropicalis, C. glabrata, C. krusei, C. parapsilosis, C. dubliniensis e C. lusitaniae.

Segni e sintomiModifica

Candidosi del palato e ugola

Candidosi del palato e dell'ugola

La maggior parte delle infezioni da Candida sono curabili e portano a complicazioni minime, come arrossamento, prurito e fastidio, anche se in certe popolazioni, le complicanze possono avere esiti gravi o addirittura fatali se non opportunamente trattate. In persone immunosoppresse, la candidosi si presenta come un'infezione molto localizzata della pelle o delle membrane mucose, compresa la cavità orale (mughetto), la faringe o l'esofago, del tratto gastrointestinale, della vescica urinaria, o dei genitali (vagina, pene).[1]

La candidosi è una causa molto comune di irritazione vaginale, o vaginite, e può verificarsi anche sui genitali maschili. Nei pazienti immunocompromessi, le infezioni da Candida può colpire l'esofago e diventare potenzialmente sistemica, causando una condizione molto più grave, un fungemia chiamata candidemia.[4][5]

I bambini, per lo più di età compresa tra tre e nove anni di età, possono essere colpiti da infezioni croniche da Candida della bocca, normalmente si presenta come macchie bianche intorno alla bocca.

I sintomi della candidosi possono variare a seconda della zona interessata. Le infezione della vagina o della vulva possono causare prurito, bruciore, dolore e irritazione. Questi sintomi sono presenti anche nella più comune vaginosi batterica.[7] In uno studio del 2002 pubblicato sul Journal of Obstetrics and Gynecology, solo il 33 per cento delle donne che erano in cura per una infezione da fingo in realtà aveva una infezione funginea, mentre la maggior parte presentava una vaginosi batterica o una infezione di tipo misto.[8] I sintomi di infezione dell'apparato genitale maschile includono piaghe rosse, chiazze vicino alla testa del pene o del prepuzio, forte prurito o una sensazione di bruciore.

CauseModifica

Exquisite-kfind Per approfondire, vedi la voce Candida albicans.

I lieviti da Candida sono comunemente presenti negli esseri umani e la loro crescita è normalmente limitata dal sistema immunitario umano e da altri microrganismi, come batteri che occupano le stesse posizioni (nicchie) nel corpo umano.[9]

La C. albicans è stata isolata dalle vagine del 19% delle donne apparentemente sane, cioè quelle che avevano accusato lievi o neussun sintomo di infezione. L'uso esterno di detergenti o lavande o la presenza di disordini interni (ormonali o fisiologici) possono perturbare la normale flora vaginale, costituita da batteri lattici, come i lactobacillus e ciò si traduce in una crescita eccessiva di cellule di Candida che causano i sintomi di infezione, come l'infiammazione locale.[10] La gravidanza e l'uso di contraccettivi orali sono stati segnalati come fattori di rischio,[11] Il diabete mellito e la l'uso di antibiotici sono anch'essi legati ad un aumento dell'incidenza di infezioni da lieviti.[11] Una dieta ad alto contenuto di carboidrati semplici può influenzare i tassi di candidosi orale[12] mentre la terapia ormonale sostitutiva e i trattamenti di infertilità possono essere fattori predisponenti.[13] Indossare indumenti bagnati per lungo tempo è considerato un fattore di rischio.[2]

Un sistema immunitario indebolito o non sviluppato o la presenza di malattie metaboliche come il diabete sono importanti fattori predisponenti di candidosi.[14] Le malattie o le condizioni legate alla candidiasi, comprendono l'AIDS, la mononucleosi, i trattamenti per il cancro, gli steroidi, lo stress e la malnutrizione. Quasi il 15% delle persone con sistema immunitario indebolito sviluppano una malattia sistemica causata dalla Candida.[15] In casi estremi, queste infezioni superficiali della pelle o delle mucose possono entrare nel flusso sanguigno e causare infezioni sistemiche.

Le cause della candidosi del pene includono: rapporti sessuali con partner infetto, bassa immunità, uso di antibiotici e il diabete. L'infezione genitale maschile è meno comune e l'incidenza è solo una frazione di quello delle donne, tuttavi la trasmissione con rapporti sessuali con un partner infetto non è rara.[16]

Una maggiore prevalenza di colonizzazione da C. albicans è stata segnalata in soggetti giovani con piercing alla lingua.[17] In tutto l'emisfero occidentale circa il 75% delle femmine sono colpite in un qualche momento della loro vita.

DiagnosiModifica

File:Esophageal candidiasis (2) PAS stain.jpg

Per l'identificazione mediante microscopia ottica, un tampone della zona colpita viene posto su un vetrino da microscopio. Una singola goccia di soluzione di idrossido di potassio (KOH) al 10% viene aggiunta al campione. Il KOH scioglie le cellule della pelle ma lascia intatte le cellule di Candida, permettendone la visualizzazione.

Per il metodo di coltura, un tampone sterile viene strofinato sulla superficie della pelle infetta. Il tampone viene poi posto su un terreno di coltura. Viene poi incubata a 37 °C per diversi giorni, per consentire lo sviluppo di lieviti o colonie batteriche. Le caratteristiche (come la morfologia e il colore) delle colonie possono consentire la diagnosi iniziale dell'organismo che sta causando i sintomi della malattia.[18]

TrattamentoModifica

In ambito clinico, la candidosi è comunemente trattata con antimicotici. I farmaci antifungini comunemente usati per trattare la candidosi sono: clotrimazolo, nistatina, fluconazolo e ketoconazolo topici.

Ad esempio, una dose di fluconazolo (150 mg assunta per via orale) è stato segnalata come efficace per il 90% nei trattamenti di una infezione vaginale da lievito.[19] Questa dose è efficace solo per le infezioni vaginali da lievito. Altri tipi di infezioni da lieviti possono richiedere dosaggi diversi. In caso di infezioni gravi l'amfotericina B, il caspofungin o il voriconazolo possono essere utilizzati. Il trattamento locale può comprendere ovuli vaginali o lavande medicate.

Il risciacquo orale con clorexidina non è raccomandato per il trattamento di candidosi[20] ma è efficace come profilassi.[21] Il risciacquo con biossido di cloro è stato trovato efficace contro la Candida.[22]

La C. albicans può sviluppare una resistenza ai farmaci antimicotici.[23] Infezioni ricorrenti possono essere curabili con altri farmaci antifungini, ma si può sviluppare resistenza anche a questi farmaci alternativi.

Note Modifica

  1. 1,0 1,1 Walsh TJ, Dixon DM, Deep Mycoses in Baron S et al. eds. (a cura di), Baron's Medical Microbiology, 4th, Univ of Texas Medical Branch, 1996. ISBN 0-9631172-1-1
  2. 2,0 2,1 2,2 2,3 (INGLESE) Vaginal yeast infection. MedlinePlus. URL consultato il 4 febbraio 2012.
  3. Kourkoumpetis T, Manolakaki D, Velmahos G, et al. (2010). Candida infection and colonization among non-trauma emergency surgery patients. Virulence 1 (5): 359–66. DOI:10.4161/viru.1.5.12795. PMID 21178471.
  4. 4,0 4,1 4,2 Fidel PL (2002). Immunity to Candida. Oral Dis. 8: 69–75. DOI:10.1034/j.1601-0825.2002.00015.x. PMID 12164664.
  5. 5,0 5,1 Pappas PG (2006). Invasive candidiasis. Infect. Dis. Clin. North Am. 20 (3): 485–506. DOI:10.1016/j.idc.2006.07.004. PMID 16984866.
  6. International Code of Botanical Nomenclature, Königstein, 2000. ISBN 3-904144-22-7 URL consultato il 23 novembre 2008.
  7. Terri Warren, RN. Is It a Yeast Infection?. 2010. URL consultato il 23 febbraio 2011.
  8. Ferris DG; Nyirjesy P; Sobel JD; Soper D; Pavletic A; Litaker MS (marzo 2002). Over-the-counter antifungal drug misuse associated with patient-diagnosed vulvovaginal candidiasis. Obstetrics and Gynecology 99 (3): 419–425. DOI:10.1016/S0029-7844(01)01759-8. PMID 11864668.
  9. Mulley, A. G.; Goroll, A. H., Primary Care Medicine: office evaluation and management of the adult patient, Philadelphia, Wolters Kluwer Health, 2006, 802–3. ISBN 0-7817-7456-X URL consultato il 23 novembre 2008.
  10. Mårdh P A, Novikova N, Stukalova E (ottobre 2003). Colonisation of extragenital sites by Candida in women with recurrent vulvovaginal candidosis. BJOG 110 (10): 934–7. DOI:10.1111/j.1471-0528.2003.01445.x. PMID 14550364.
  11. 11,0 11,1 Schiefer HG (1997). Mycoses of the urogenital tract. Mycoses 40 (Suppl 2): 33–6. DOI:10.1111/j.1439-0507.1997.tb00561.x. PMID 9476502.
  12. Akpan, A, Morgan, R (2002 Aug). Oral candidiasis. Postgraduate medical journal 78 (922): 455–9. DOI:10.1136/pmj.78.922.455. PMID 12185216.
  13. Nwokolo N C, Boag F C (maggio 2000). Chronic vaginal candidiasis. Management in the postmenopausal patient. Drugs Aging 16 (5): 335–9. PMID 10917071.
  14. Odds FC (1987). Candida infections: an overview. Crit. Rev. Microbiol. 15 (1): 1–5. DOI:10.3109/10408418709104444. PMID 3319417.
  15. Choo Z.W., Chakravarthi S., Wong S.F., Nagaraja H.S., Thanikachalam P.M., Mak J.W., Radhakrishnan A., Tay A. (2010). A comparative histopathological study of systemic candidiasis in association with experimentally induced breast cancer. Oncology Letters 1 (1): 215–222. DOI:10.3892/ol_00000039.
  16. David LM, Walzman M, Rajamanoharan S (ottobre 1997). Genital colonisation and infection with candida in heterosexual and homosexual males. Genitourin Med 73 (5): 394–6. PMID 9534752.
  17. Zadik Yehuda, Burnstein Saar, Derazne Estella, Sandler Vadim, Ianculovici Clariel, Halperin Tamar (marzo 2010). Colonization of Candida: prevalence among tongue-pierced and non-pierced immunocompetent adults. Oral Dis 16 (2): 172–5. DOI:10.1111/j.1601-0825.2009.01618.x. PMID 19732353.
  18. Srikumar Chakravarthi, Nagaraja HS (2010). A comprehensive review of the occurrence and management of systemic candidiasis as an opportunistic infection. Microbiology Journal 1 (2): 1–5.
  19. Moosa MY, Sobel JD, Elhalis H, Du W, Akins RA (2004). Fungicidal Activity of Fluconazole against Candida albicans in a Synthetic Vagina-Simulative Medium. Antimicrob. Agents Chemother. 48 (1): 161–7. DOI:10.1128/AAC.48.1.161-167.2004. PMID 14693534.
  20. Chlorhexidine Gluconate. Drugs.Com. URL consultato il 8 gennaio 2011.
  21. Ferretti GA, Ash RC, Brown AT, Parr MD, Romond EH, Lillich TT (settembre 1988). Control of oral mucositis and candidiasis in marrow transplantation: a prospective, double-blind trial of chlorhexidine digluconate oral rinse. Bone Marrow Transplant. 3 (5): 483–93. PMID 3056555.
  22. Uludamar A, Ozkan YK, Kadir T, Ceyhan I (2010). In vivo efficacy of alkaline peroxide tablets and mouthwashes on Candida albicans in patients with denture stomatitis. J Appl Oral Sci 18 (3): 291–6. DOI:10.1590/S1678-77572010000300017. PMID 20857010.
  23. Cowen LE, Nantel A, Whiteway MS (luglio 2002). Population genomics of drug resistance in Candida albicans. Proc. Natl. Acad. Sci. U.S.A. 99 (14): 9284–9. DOI:10.1073/pnas.102291099. PMID 12089321.

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