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L'insieme di indicatori economici, sociali e morali, in relazione alla vivibilità del territorio cittadino napoletano determinano il livello della qualità della vita a Napoli.

Principali indicatori di valutazioneModifica

Lo sviluppo urbanistico di Napoli ha avuto nel corso dei secoli ripercussioni sulla condizione di benessere e di salute della popolazione nonché di sperequazione delle risorse verso determinate realtà territoriali. In tal senso è aumentata la distanza tra i quartieri alti, tradizionalmente abitati dai ceti più agiati come ad esempio Posillipo ed il Vomero rispetto alle periferie dove si concentrano gli insediamenti popolari che presentano diversi bisogni sociali. Tra le cause che concorrono ad aumentare tale distanza si segnalano, tra l'altro, l'incidenza dei laureati, il livello di godimento della propria abitazione e la capacità di accesso al mercato del lavoro[1].

Template:Chiarire è costituito dalla densità abitativa che in tutta la città è in media di 8.217 ab/km² toccando in alcuni quartieri punte di 20.672 ab/km². Ancora, la possibilità di beneficiare dei servizi sociali, oppure di assumere operatori privati come nel caso delle badanti o delle baby sitter. I quartieri periferici settentrionali, ad esempio, hanno il tasso più alto di ospedalizzazione di anziani (oltre il 300%) ed il fatto che la diagnosi sia di origine traumatologica è indicativo delle precarie condizioni residenziali e della prevalenza di incedenti domestici[1].

La famiglia rimane la risorsa principale in termini di inclusione sociale, senza la quale possono determinarsi fenomeni di disagio estremo come nel caso dei senza fissa dimora che presentano per lo più legami precari o assenti del tutto[1]. Ciò perché la ricchezza non si può misurare esclusivamente in termini di PIL. Si pensi ai quartieri periferici dove il tasso di natalità è più elevato e dove quello di invecchiamento è inferiore rispetto alle zone collinari laddove il tasso di mortalità è più alto[1].

Indicatori naturaliModifica

Napoli si pone tra i primi posti della qualità media nazionale sul clima. Secondo le mappe del Pinna e studi successivi in aggiornamento continuo, prendendo in esame le venti città capoluogo di regione, al primo posto c'è Roma, poi Cagliari, Bari, Palermo e subito dopo, a pari merito, Catanzaro, Firenze e Napoli[2]. Estendendo la ricerca all'intero territorio nazionale italiano, le aree più soleggiate sono le coste della Sardegna, quelle della Sicilia sud-orientale, la Maremma e gran parte della Puglia. Una mappa analoga con l'insolazione media annua è riportata anche in alcuni "Atlanti geografici De Agostini".

Nonostante le favorevoli condizioni idro-climatiche, da come emerge dai dati presentati dal Comune di Napoli, molte persone (20%) preferiscono emigrare verso altre città magari dotate di servizi migliori e di un tasso criminale inferiore. La percezione del rischio nel territorio napoletano, tuttavia, è notevolmente amplificata da alcuni eventi mediatici, comuni ad altre realtà, che, però, trovano maggiore risonanza nella città partenopea. Se è vero che il tasso di omicidi è uno dei più alti d'Italia, è anche vero che il numero di suicidi è il più basso; il "Sole 24 Ore", ad esempio, conferma che Napoli è una delle città col più basso coefficiente di suicidi e nel 2005 il dato ha assunto i contorni del primato assoluto.

Inferiore anche il coefficiente di sinistri come si evince dal Rapporto ACI Istat sulla mortalità automobilistica del 2010 e dal Comune di Napoli sui decessi per neoplasie del 2011[1]. Nell'alimentazione, nel tempo libero e nella stessa dinamica della città si cela una propensione alla socializzazione superiore ad altre città tale da prevenire eventuali stati d’ansia.

Per quanto concerne i livelli di inclusione dei gruppi minoritari, a circa mille disabili minorenni risultano assegnati insegnanti di sostegno scolastico, mentre quelli adulti usufruiscono dei servizi sociali[1]. Gli stranieri sono più di 30 000, in prevalenza di origine asiatica, dei quali circa il 30% assistiti dai servizi sanitari[1].

Indicatori socialiModifica

Sulla partecipazione politica si segnalano diversi problemi. Innanzitutto il voto alle ultime elezioni amministrative che presenta dati di affluenza piuttosto bassi. Un altro problema è relativo alla responsabilità ed alla qualità dei politici eletti, considerando che dal 1992 al 2012 si sono succeduti cinque sindaci, tutti sostenuti da maggioranze di centro-sinistra, di cui quattro sono stati inquisiti dalla magistratura (Nello Polese, Francesco Tagliamonte, Antonio Bassolino.

Le preferenze coinvolgono lo schieramento di centro-sinistra nella periferia orientale ed occidentale con punte di consenso nell'ex quartiere operaio di Bagnoli, mentre quello di centro-destra si afferma nei quartieri centrali con punte sulla collina di Posillipo[3].

Un dato interessante è relativo alle strutture ludico-ricreative. La Municipalità II (Centro Antico) che può vantare il numero più alto di associazioni private, allo stesso tempo denota un numero inferiore di aree destinate al verde rispetto alla Municipalità IX (Pianura-Soccavo). Così come la Municipalità I (Chiaia-Posillipo-San Ferdinando) può contare fino a 20 cinema, ma denota un numero di impianti sportivi inferiore rispetto alla Municipalità VII (Miano, San Pietro, Secondigliano). Le statistiche non devono trarre in inganno: mentre nella prima coppia presa in considerazione (Municipalità II-IX) l'indice di “spesa media nel paniere” è praticamente identico, invece nella seconda coppia (Municipalità I-VII) c'è una differenza di ben 2 punti percentuale. Ciò si traduce in una qualità della vita decisamente peggiore nella Municipalità VII[3].

Analoghe anomalie sussistono per quanto riguarda il verde pubblico (parchi, giardini, aiuole, etc.) che in alcuni quartieri è decisamente carente, specialmente nel centro storico (0,66 m² per abitante) rispetto ad altre zone che raggiunge persino i 41,9 m² per abitante come ad es. a Chiaiano[1]. Ciò è dovuto al fatto che nelle periferie si concentrano la maggior parte di parchi pubblici quali ad es. il Parco dei Camaldoli, e la riserva degli Astroni ad Agnano, tuttavia al “Centro storico” sussistono il maggior numero di slarghi e piazze adibite tradizionalmente alla socializzazione.

Prospettive sulla qualità della vitaModifica

Molti nuovi progetti, al fine di migliorare la vivibilità urbana, Template:Citazione necessaria: l'area dismessa dell'Italsider a Bagnoli, l'area delle dismesse industrie petrolchimiche nella zona orientale della città, la mancanza di nuove infrastrutture nei quartieri periferici, come Secondigliano, Soccavo, Pianura ed altri. Il piano regolatore in vigore, per la cui approvazione sono stati necessari oltre venti anni, è stato additato da taluni osservatori come inadeguato ai bisogni abitativi della città[4].

A ciò si aggiunge il degrado e l'incuria visibile in diverse infrastrutture cittadine. Questo è in parte dovuto alla mancata solerzia sulla riqualificazione dei manufatti urbani da parte del Comune, in parte allo stato di degrado che interessa alcune aree periferiche della città, dovuto al sostanziale disinteresse nella regolare manutenzione urbana, causato dai continui danni che le infrastrutture pubbliche subiscono in queste aree. Danni che causano in breve tempo la rovina delle opere di manutenzione ordinaria e di arredo urbano (panchine, fontane pubbliche, aree giochi per bambini, ecc.) che periodicamente sono realizzate dal Comune[5].

Classificazioni dei quartieri per qualità della vitaModifica

Classifica dei quartieri per indicatoreModifica

Indicatore Quartiere col punteggio migliore Quartiere col punteggio medio Quartiere col punteggio peggiore
Costo della vita Scampia Chiaiano Vomero
Tempo libero Posillipo[6] Soccavo Scampia
Assistenza sociale Avvocata[7] Barra Scampia
Servizi commerciali Mercato-Pendino Sanità[8] Scampia
Ambiente Chiaiano San Pietro San Lorenzo[9]
Trasporti Secondigliano Pianura San Lorenzo[9]
Istruzione Vomero Scampia San Giovanni

Fonte[3]

Classifica dei quartieri per gradimento rilevatoModifica

Quartiere Ottimo Buono Sufficiente Mediocre Scadente Non risponde Totale
Arenella 7,4 16 29,1 22,3 22,9 2,2 100
Avvocata[7] 3 11,3 19,2 41,8 24 0,6 100
Bagnoli 21,2 12,8 21,8 24,6 19,5 - 100
Barra 4,8 18,8 24,4 23,6 27,7 0,7 100
Chiaia[6] 19,3 25,3 24,2 13,3 17,9 - 100
Chiaiano - 2 48,7 16,9 32,4 - 100
Fuorigrotta 13,4 19,7 32,4 17,9 16 0,6 100
Mercato-Pendino 1,5 10,2 31,8 37,4 17,4 1,5 100
Miano 3,3 5 13,2 28,2 49,2 1,1 100
Pianura - 2,6 18,7 30,9 47,7 - 100
Piscinola 14 22,9 20,6 15,4 27,1 - 100
Poggioreale[10] 2,2 5,2 14,3 29,9 45 3,5 100
Ponticelli 1,2 5,3 26,5 31,9 34,2 0,9 100
San Giovanni 1,1 2,3 25,3 33,9 36,3 1,1 100
San Lorenzo[9] 4,9 3,7 16,9 34,3 38,8 1,4 100
San Pietro 14,5 9,7 9,7 28,2 35,5 2,4 100
Scampia 5,6 17 26,3 14,8 36,3 - 100
Secondigliano 3,9 2,4 15,5 26,6 47,9 3,6 100
Soccavo 16 11,7 18,4 35,3 18,7 - 100
Stella 13,5 14,8 24,5 19,9 27,4 - 100
Vomero 33,6 22,9 19,4 10,7 12,8 0,6 100
Fonte[3][11]

NoteModifica

  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 1,4 1,5 1,6 1,7 Profilo della comunità della città di Napoli (PDF), pp. 137, p. 20, 28, 43, 52. giugno 2011
  2. PINNA E. (1987) Quantity and quality: an unquiet cohabitation in architectural spaces, in “ILAUD Yearbook”, 11, pp.22-24
  3. 3,0 3,1 3,2 3,3 Franco M., Davino C., Gherghi M. (2005) Napoli è... qualità della vita e vivibilità nelle circoscrizioni della città, Milano, Angeli, p. 49, 53, 145, 193, ISBN 88-464-6863-5.
  4. Una bella proposta: fondo per incentivare la demolizione e la ricostruzione degli edifici fatiscenti. napolipuntoacapo.it, 6 agosto 2010. URL consultato il 14 febbraio 2012.
  5. Antonio Cangiano. Consiglio regionale, il pericolo viene dalla strada: salta la pavimentazione. Corriere del Mezzogiorno, 1 febbraio 2012
  6. 6,0 6,1 Chiaia-Posillipo-San Ferdinando
  7. 7,0 7,1 Avvocata-Montecalvario-San Giuseppe-Porto
  8. Stella-San Carlo all'Arena
  9. 9,0 9,1 9,2 San Lorenzo-Vicaria
  10. Poggioreale-Area industriale
  11. I valori sono espressi in percentuale. La domanda dell'intervistatore era Complessivamente, qual è il giudizio che Lei dà sulla vivibilità nella sua circoscrizione?

BibliografiaModifica

  • Pace A. (2008) Libertà individuali e qualità della vita, Napoli, ES.
  • Quintano C. (1995) La qualità della vita urbana dell'area metropolitana di Napoli secondo la percezione degli abitanti, Napoli, Giannini.
  • Università Federico II di Napoli (1995) Prospettive sulla total quality:orizzonti della qualità della vita in un contesto urbano: il caso Napoli, Napoli, E
  • Franco M., Davino C., Gherghi M., (2005) “Napoli è… Qualità della vita e vivibilità nelle circoscrizioni della città”, Franco Angeli, Milano, ISBN 88-464-6863-5

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica



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