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I Soprannomi onorifici nella musica popolare sono una forma di espressione con la quale la gente riconosce dei determinati artisti. In Europa esistono sin dal diciannovesimo secolo e furono utilizzati per la prima volta nella musica classica: Wolfgang Amadeus Mozart è per esempio considerato "il padre della musica moderna", mentre Johann Sebastian Bach è considerato "il padre della musica pianistica moderna".[1] Inoltre, sono stati particolarmente importanti nella cultura afroamericana nel periodo successivo alla guerra civile, forse perché visti come un mezzo per conferire lo status che era sta stato negato dalla schiavitù.[2]

Recentemente abbiamo avuto molti esempi di soprannomi onorifici nella musica popolare, come Aretha Franklin che fu nominata "Regina del Soul" nel 1968[3] e Michael Jackson che fu nominato "Re del Pop" nel 1989.[4][5] Altri sono Madonna, soprannominata "Regina del Pop", Britney Spears soprannominata "Principessa del Pop", Elvis Presley, soprannominato "Re del Rock And Roll", Eminem soprannominato "Re del Rap" e Bruce Springsteen, soprannominato "The Boss". In Inghilterra potremmo citare, invece, Eric Clapton, soprannominato "God" ("Dio"),[6] e Noel Gallagher, soprannominato il "Re del Britpop".[7], oppure Ozzy Osbourne soprannominato "Il Padrino dell'Heavy Metal". In Italia per ora l'unico di questi soprannomi è quello attribuito a Luciano Pavarotti, il "Re della musica lirica".[8]

Note Modifica

  1. A. R. Frey, Sobriquets and Nicknames (1888, pubblicata online da BiblioBazaar, 2009), p. 115.
  2. S. S. Walker, "What's in a name: Black awareness keeps the African tradition of 'meaningful names' alive", Ebony, vol. 32 (8), (June 1977), pp. 74-8.
  3. A. Kempton, Boogaloo: the quintessence of American popular music (University of Michigan Press, 2005), p. 58.
  4. Christopher P. Andersen, MJ Michael Jackson: unauthorized (Simon & Schuster, 1994), p. 215.
  5. R Jones e S. Brown, Michael Jackson, the man behind the mask: an insider's story of the king of pop (Select Books, 2005), p. 49.
  6. "A common sight towards the end of the sixties in New York and London announced 'Clapton is God'." in Vinita, Profiles in Popular Music (Sura Books, 2005), p. 71.
  7. "But it also reminds us that Brown, despite his lack of a good singing voice, could still provide tough competition to Noel Gallagher in the fight for the title "King of Britpop" in (2006-07-10) Ian Brown - Golden Greats Reviews 110.
  8. "His North American breakthrough came in 1972, when he sang the role of Tonio in Donizetti's Daughter of the Regiment at New York's Metropolitan Opera. In his big number, "Pour mon ame", he had to sing nine high C's, a feat that virtually every tenor pulls off by singing falsetto. Not Pavarotti. ... He was from then on known as 'The King of the High C's'." Charles Enman. The King of the High C's. Ottawa Citizen, 7 settembre 2007. URL consultato il 5 aprile 2009.

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